Riflessioni
Chiesa di San Francesco a Potenza: storia, opere e curiosità di oltre 750 anni
Chi attraversa il centro storico di Potenza e arriva in piazza Mario Pagano può facilmente passare accanto alla Chiesa di San Francesco senza rendersi conto di trovarsi davanti a uno degli edifici religiosi più antichi della città. La facciata è relativamente sobria e non ha la monumentalità delle grandi basiliche italiane, ma dietro questa semplicità […]

Chi attraversa il centro storico di Potenza e arriva in piazza Mario Pagano può facilmente passare accanto alla Chiesa di San Francesco senza rendersi conto di trovarsi davanti a uno degli edifici religiosi più antichi della città. La facciata è relativamente sobria e non ha la monumentalità delle grandi basiliche italiane, ma dietro questa semplicità si nascondono più di sette secoli di storia. La data da ricordare è il 1274, anno al quale viene fatta risalire la costruzione della chiesa; il vicino convento francescano sarebbe ancora precedente, probabilmente del 1265, mentre l’edificio religioso sarebbe sorto sopra un oratorio di epoca protoromanica. Il luogo, quindi, aveva già una funzione religiosa prima dell’arrivo dei francescani. È uno di quei casi in cui un edificio apparentemente unitario è in realtà il risultato di epoche diverse sovrapposte l’una all’altra. Il Catalogo Generale dei Beni Culturali ricostruisce proprio queste prime fasi della storia del complesso.
Una presenza francescana sorprendentemente antica
C’è un dato che permette di capire immediatamente quanto sia antica la presenza francescana a Potenza: Francesco d’Assisi morì nel 1226 e la chiesa fu costruita meno di cinquant’anni dopo. Questo non dimostra che Francesco sia passato personalmente da Potenza — su questo punto tradizione locale e documentazione storica vanno tenute distinte — ma testimonia quanto rapidamente il movimento francescano fosse riuscito a raggiungere anche l’Italia meridionale. Quando venne costruita la chiesa potentina, la figura di Francesco apparteneva quindi a un passato ancora relativamente recente. Il convento e la chiesa diventano per questo una testimonianza concreta della prima diffusione francescana nel Mezzogiorno e aiutano anche a comprendere quale ruolo dovesse avere Potenza nelle reti religiose medievali.
La storia dell’edificio, però, non comincia nemmeno con i francescani. La presenza sotto la chiesa di un precedente oratorio protoromanico suggerisce infatti una continuità religiosa ancora più antica. È un particolare importante perché cambia il modo di osservare il monumento: ciò che vediamo oggi non è semplicemente una chiesa del Duecento, ma il risultato di una lunga trasformazione dello stesso luogo attraverso periodi storici differenti.
Il portale del 1499: due secoli di storia sulla stessa facciata
Uno degli elementi più interessanti si incontra ancora prima di entrare. Il grande portale in pietra che caratterizza la facciata non appartiene infatti alla costruzione originaria del XIII secolo. È datato 1499, quindi più di duecento anni dopo la fondazione della chiesa, ed è descritto dal Catalogo dei Beni Culturali come un portale di gusto catalano con decorazioni floreali e vegetali. Basta questo dettaglio per capire come la Chiesa di San Francesco non sia rimasta immutata nel tempo, ma sia stata modificata e arricchita seguendo anche l’evoluzione artistica della città.
Vale la pena osservare con attenzione anche il portone. Basilicata Sacra dell’APT Basilicata descrive un portone in noce intagliato, realizzato da maestri artigiani intorno alla fine del Quattrocento. Le formelle presentano un repertorio molto più ricco di quanto si potrebbe immaginare guardandole velocemente: compaiono scene francescane, figure umane, aquile, uccelli e persino demoni alati, insieme a diversi motivi decorativi gotici. È uno dei particolari che rischia maggiormente di passare inosservato, ma che merita invece qualche minuto di attenzione perché restituisce qualcosa dell’immaginario religioso e artistico dell’epoca.
Cosa vedere all’interno della Chiesa di San Francesco
L’interno è relativamente semplice, organizzato in una navata unica, ma proprio questa sobrietà rende ancora più evidente la presenza delle opere conservate nel corso dei secoli. Entrare significa passare rapidamente dal Medioevo al Rinascimento e poi al Seicento. Tra le testimonianze più antiche viene ricordata una Madonna di gusto bizantineggiante risalente al Duecento, mentre al Rinascimento appartiene il monumento funebre di Donato De Grasis, datato al 1543. La documentazione storico-artistica segnala inoltre un affresco con il Martirio di San Sebastiano, attribuito a Giovanni Todisco di Abriola e collocato intorno alla metà del Cinquecento.
Una delle opere di maggiore interesse è però la Pietà di Giovanni De Gregorio, conosciuto come il Pietrafesa, uno dei nomi più importanti della pittura lucana del Seicento. A questa si aggiungono un crocifisso ligneo seicentesco e altri affreschi legati alla tradizione francescana. È proprio la compresenza di opere appartenenti a periodi così diversi a rendere interessante la visita: la chiesa non è rimasta congelata nel momento della sua fondazione, ma ha continuato per secoli ad accumulare testimonianze artistiche e religiose. Il risultato è quasi una piccola storia dell’arte lucana racchiusa in un unico edificio.
Che fine ha fatto l’antico convento?
Oggi la chiesa e ciò che rimane dell’antico convento possono apparire come strutture separate, ma in origine facevano parte di uno stesso complesso francescano. Le trasformazioni urbanistiche avvenute nel corso dei secoli ne hanno modificato profondamente l’aspetto, anche se alcune testimonianze consentono ancora di ricostruirne almeno in parte l’organizzazione. Basilicata Sacra segnala, tra gli elementi superstiti, un portale in pietra calcarea che conduce al porticato del chiostro cinquecentesco, insieme ad altri elementi appartenenti all’antico convento. Guardare la chiesa pensando al complesso che un tempo la circondava permette quindi di leggere in maniera completamente diversa questo angolo del centro storico.
Anche la città conserva tracce meno evidenti della presenza francescana. L’attuale via San Francesco, per esempio, richiama proprio la storia dell’insediamento religioso e dei possedimenti collegati al convento. La presenza dei frati non era quindi limitata alle mura della chiesa: per secoli il complesso dovette rappresentare un punto importante all’interno della vita religiosa e urbana di Potenza.
Cinque dettagli da cercare durante una visita
Se si visita la Chiesa di San Francesco, il modo migliore per apprezzarla è probabilmente evitare una visita troppo veloce. Prima di entrare conviene fermarsi sul portale del 1499 e soprattutto osservare le decorazioni del portone ligneo; all’interno si possono invece cercare la Madonna duecentesca, il monumento De Grasis, la Pietà del Pietrafesa e le altre testimonianze pittoriche conservate nella navata. Uscendo, infine, vale la pena osservare la posizione della chiesa rispetto all’antico convento e a piazza Mario Pagano. In pochi metri si possono così leggere secoli differenti della storia urbana della città.
È forse questo l’aspetto più affascinante della Chiesa di San Francesco: non colpisce per le dimensioni, ma per la sua continuità storica. Sorge su un luogo di culto precedente, entra nella storia francescana nel XIII secolo, cambia volto alla fine del Quattrocento, raccoglie opere rinascimentali e seicentesche e arriva fino alla Potenza contemporanea praticamente nel cuore della città. Quando oggi attraversiamo piazza Mario Pagano siamo nel centro della Potenza moderna; bastano però pochi passi per trovarsi davanti a una chiesa costruita nel 1274, quando dalla morte di Francesco d’Assisi non era passato nemmeno mezzo secolo.
Domande frequenti
Per capire meglio
Chi era San Francesco d’Assisi?
San Francesco d’Assisi fu un religioso italiano vissuto tra il XII e il XIII secolo e fondatore dell’Ordine dei Frati Minori.
Perché San Francesco è legato alla pace?
La sua testimonianza cristiana è tradizionalmente associata alla fraternità, alla riconciliazione, alla semplicità e all’incontro con gli altri.
Come si può raccontare San Francesco ai bambini?
Si può partire dagli episodi della sua vita, dal rapporto con il creato e da racconti come quello del lupo di Gubbio, collegandoli ad attività adatte all’età.
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